Cambiamenti e sfide nella Valpolicella: il vino Amarone alla ricerca di una nuova identità

Oggi ci immergiamo nelle profondità della Valpolicella, un territorio che ha visto una crescita straordinaria dell’industria vinicola negli ultimi 30 anni. La discussione è guidata dal Master of Wine Andrea Lonardi, COO di Bertani e vicepresidente del Consorzio dei Vini Valpolicella. La sua recente tesi, dal titolo intrigante “Pergola & Vsp in Valpolicella: how labour demand and current challenges impact training system choices,” ci offre uno sguardo approfondito su come il cambiamento globale e le sfide attuali stanno influenzando il mondo del vino, in particolare l’Amarone e il suo territorio.

Crescita esponenziale della Valpolicella

Andrea Lonardi condivide dati impressionanti sulla crescita della Valpolicella negli ultimi decenni. La superficie vitata è cresciuta da 4.900 ettari nel 1997 a oltre 8.500 ettari nel 2023. La quantità di uve destinate alla produzione di Amarone è aumentata del +492% nello stesso periodo. Questa espansione ha portato a una distribuzione significativa della ricchezza lungo l’intera filiera, con un reddito per ettaro che è salito da circa 5.000 euro/ha nel 1993 a un valore costantemente superiore ai 20.000 euro/ha dal 2008.

Le sfide del cambiamento globale

Tuttavia, Lonardi riconosce che la Valpolicella ora affronta tre grandi cambiamenti nel panorama vinicolo: cambio dei consumi, cambio climatico e cambio di stile. La contrazione del consumo di vini rossi nel mondo sta impattando anche l’Amarone, una volta considerato un vino di grande successo. Lonardi sottolinea la necessità di adattarsi e evolversi per rimanere competitivi, puntando su vini “fine wines” che hanno un legame profondo con il territorio.

Dal volume al valore: nuovi orizzonti tecnici

Il cambiamento climatico è un altro fattore chiave, e Lonardi sottolinea come la Valpolicella possa fare leva sui suoi elementi di forza, come l’allevamento tradizionale a pergola. La ricerca indica che molti produttori stanno considerando un ritorno a forme di allevamento tradizionali. Ci sono anche sfide legate alla messa a riposo delle uve, dove l’obiettivo è appassirle in modo sostenibile. Lonardi suggerisce nuove approcci alla vinificazione, dall’affinamento ai processi di selezione delle uve.

Il cambiamento di stile e la comunicazione

Il cambiamento di stile è essenziale non solo nella produzione ma anche nella comunicazione. Lonardi predice un passaggio da un modello di leadership di comando a un modello di leadership di prestigio. La comunicazione dovrà essere più orientata verso la creazione di un racconto prestigioso, enfatizzando i caratteri distintivi del vino Amarone.

Una nuova visione per la Valpolicella

Infine, Lonardi sottolinea la necessità di una nuova visione e missione per la Valpolicella. La valutazione qualitativa dei numeri è fondamentale, con un focus su valore del venduto e prezzo medio del venduto anziché solo volume totale. Il cambiamento culturale è inevitabile, e la missione è guidata dal desiderio di creare un’identità duratura per il territorio, il prodotto e il brand.

In conclusione, la Valpolicella è di fronte a una sfida significativa, ma con una leadership consapevole come quella di Andrea Lonardi, il territorio può affrontare questi cambiamenti con passione e determinazione. La transizione da un approccio quantitativo a uno qualitativo è cruciale per garantire una legacy duratura nella storia del vino italiano. Siamo chiamati a essere amici critici e sostenitori di questo percorso di crescita culturale, affinché la Valpolicella possa prosperare in un panorama vinicolo in continua evoluzione.

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